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PdC su radiatori: guida al dimensionamento e all'efficienza (2026)

La pompa di calore può davvero funzionare con i vecchi radiatori senza sventrare casa? Scopriamolo insieme

Davide

11 gennaio 20265 min read

Pompa di calore su radiatori esistenti: guida tecnica all'efficienza senza opere murarie

Oltre il 90% delle ristrutturazioni in Italia riguarda edifici dotati di radiatori in ghisa o alluminio. Da qui nasce il dubbio che blocca molti progetti di elettrificazione: “La pompa di calore può davvero funzionare con i vecchi radiatori senza sventrare casa?”

La risposta è , ma il passaggio da caldaia a pompa di calore (PdC) non è una semplice sostituzione: è un cambio di paradigma termodinamico che richiede una progettazione rigorosa.

Il falso mito: "La PdC vuole solo il pavimento radiante"

Il pavimento radiante è il partner ideale della PdC perché lavora a basse temperature (30-35 °C), ma la fisica ci dice che un radiatore può scaldare ugualmente se la sua superficie di scambio è proporzionata al calore richiesto.

Una pompa di calore non "vede" il terminale, vede solo la temperatura di mandata necessaria. Se riusciamo ad abbassare quella temperatura, il sistema diventa efficiente anche con i radiatori.

1. Il ricalcolo del carico termico: i radiatori "diventano" grandi

Nelle ristrutturazioni moderne si interviene spesso su infissi o isolamenti. Questo riduce drasticamente il fabbisogno termico delle stanze. Di conseguenza, i radiatori esistenti (dimensionati per una casa disperdente) risultano ora sovramodulati.

Potendo contare su una superficie di scambio "eccessiva" rispetto al nuovo carico, possiamo far circolare acqua a 45-50 °C invece dei classici 70 °C, ottenendo lo stesso comfort con un COP decisamente superiore.

2. Il cuore tecnico: Portata d'acqua e Delta T (\Delta T)

Questo è il punto dove falliscono le installazioni improvvisate. Una caldaia lavora con un salto termico elevato, solitamente 20 °C (es. Mandata 70 °C / Ritorno 50 °C). La pompa di calore, per essere efficiente, richiede un Delta T molto più stretto, tra 5 °C e 7 °C.

Per trasferire la stessa potenza con un salto termico minore, è necessario aumentare la portata d'acqua.

Il Calcolo Operativo: La formula della potenza termica è: \dotQ = \dotm \cdot cp \cdot \Delta T

Se dimezziamo il \Delta T (es. da 20 °C a 10 °C o meno), la portata d'acqua (\dotm) deve raddoppiare.

ATTENZIONE

Il rischio: Se le tubazioni esistenti sono troppo piccole, l'aumento di portata causerà perdite di carico eccessive e rumori fastidiosi. Una verifica del circolatore e dei diametri è dunque il primo passo obbligatorio.

3. L'importanza del Volano Termico (Inerziale)

A differenza delle caldaie, le PdC hanno bisogno di una massa d'acqua minima per gestire gli sbrinamenti invernali senza prelevare calore dagli ambienti e per evitare continui cicli on-off del compressore. Sui radiatori, l'installazione di un serbatoio inerziale (puffer) è fondamentale per garantire la longevità della macchina.

4. Pompe di calore ad alta temperatura e R290

Esistono casi in cui l'edificio non è isolabile e i radiatori devono lavorare a 60-65 °C. In queste situazioni entrano in gioco le Pompe di Calore ad Alta Temperatura.

Oggi, l'uso del refrigerante naturale Propano (R290) permette a queste macchine di raggiungere temperature elevate con efficienze energetiche impensabili fino a pochi anni fa. Tuttavia, vanno usate con criterio: la scelta della tecnologia deve essere bilanciata con l'analisi dei costi operativi.

CONSIGLIO

Esempio di Eccellenza: La Samsung EHS R290 è una delle macchine più performanti per i radiatori.

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5. La Regolazione Climatica: il segreto del risparmio

Una PdC su radiatori non deve mai lavorare a "punto fisso" (es. sempre a 55 °C). Deve utilizzare una curva climatica:

  • Se fuori ci sono 10 °C, la PdC manderà acqua a 38 °C.
  • Se fuori ci sono -5 °C, la PdC salirà a 55 °C.

Questo permette alla macchina di lavorare alla massima efficienza per l'80% della stagione invernale.

Vademecum per l'installazione su radiatori

ComponenteAzione Necessaria
TerminaliLavaggio chimico dell'impianto e installazione defangatore magnetico (vitale per PdC).
ValvoleInstallazione di valvole termostatiche a bassa inerzia o rimozione sui radiatori "testimone".
DistribuzioneVerifica delle perdite di carico per supportare portate maggiori.
ElettronicaConfigurazione corretta della sonda esterna e della curva climatica.

Conclusione

Installare una pompa di calore su radiatori esistenti non è solo possibile, è spesso la scelta più intelligente per riqualificare senza demolire. Il segreto non sta nella potenza della macchina, ma nella capacità del progettista di far dialogare la PdC con l'impianto esistente, ottimizzando portate e temperature.

Il vero errore non è tenere i radiatori, ma trattare una pompa di calore come se fosse una vecchia caldaia a gas.


📄 Documentazione Utile

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Chi è l'autore

Davide Acchiardi è un ingegnere energetico con 9 anni di esperienza nel settore delle energie rinnovabili. È specializzato in progettazione di impianti fotovoltaici, gestione delle pratiche di Conto Termico, energy management ed efficienza energetica residenziale e industriale. Il suo approccio unisce rigore tecnico e soluzioni pratiche per garantire il massimo ritorno dell'investimento energetico.

Ing. Davide Acchiardi


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